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NUOVO CORONA VIRUS

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Coronavirus cos’è?        

Cosa fare per evitare l’infezione?

                                                          

I Coronavirus sono una vasta famiglia di virus noti per causare malattie che vanno dal comune raffreddore a malattie più gravi come la Sindrome respiratoria mediorientale (MERS) e la Sindrome respiratoria acuta grave (SARS).

La malattia provocata dal nuovo Coronavirus prende il nome di “COVID-19” (dove “CO” sta per corona, “VI” per virus, “D” per disease e “19” indica l’anno in cui si è manifestata).

 

 

 

I sintomi del Covid-19 assomigliano molto a quelli dell’influenza e delle forme parainfluenzali, includendo febbre, tosse, difficoltà respiratorie. L’infezione nei casi più gravi può causare polmonite, sindrome respiratoria acuta grave, insufficienza renale e persino la morte.

Generalmente i sintomi sono lievi ed a inizio lento. Alcune persone si infettano ma non sviluppano sintomi né malessere.

Le persone più suscettibili alle forme gravi di Covid-19 sono gli anziani e quelle con malattie croniche quali diabete e malattie cardiache.

Come si diffonde il nuovo Coronavirus?

Il nuovo Coronavirus si diffonde attraverso il contatto stretto con una persona malata,solitamente dopo contatti stretti in famiglia,  ambienti di lavoro, luoghi molto affollati. L’infezione primaria avviene tramite  le  goccioline del respiro delle persone infette ad esempio tramite:

  • la saliva, tossendo e starnutendo
  • contatti diretti personali
  • le mani, ad esempio toccando con le mani contaminate (non ancora lavate) bocca, naso o occhi

In casi rari il contagio può avvenire attraverso contaminazione fecale.

La prevenzione è molto importante 

 

  • Lavarsi spesso le mani con acqua e sapone per 20 secondi circa  o con soluzioni a base di alcol se non si ha possibilità di utilizzare acqua corrente nell’immediato.
  • Mantenere una distanza di  un metro e mezzo dalle altre persone, in particolare quando tossiscono o starnutiscono o se hanno la febbre.
  • Evitare di toccarsi occhi, naso e bocca con le mani se non lavate.
  • Se presenti febbre, tosse o difficoltà respiratorie e hai viaggiato di recente in Cina o se sei stato in stretto contatto con una persona ritornata dalla Cina e affetta da malattia respiratoria segnalalo al numero gratuito 1500, istituito dal Ministero della salute.
  • In presenza di  sintomi lievi e non essendo mai stato nei paesi contagiati il consiglio è quello di rimanere a casa fino alla risoluzione dei sintomi applicando le misure di igiene, che comprendono l’igiene delle mani e delle vie respiratorie (starnutire o tossire in un fazzoletto o con il gomito flesso, utilizzare una mascherina e gettare i fazzoletti utilizzati in un cestino chiuso immediatamente dopo l’uso e lavare le mani).

La raccomandazione è inoltre, di non recarsi al pronto soccorso in caso di sospetti di contagio ma di chiamare il 118.

 

PRESBIACUSIA

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PRESBIACUSIA

Con l’avanzamento dell’età la capacità di una persona di percepire i suoni diminuisce costantemente. La perdita dell’udito può interessare un orecchio o entrambe le orecchie. Può colpire le orecchie in modo uguale o in modo diseguale.

Fra i diversi disturbi uditivi la presbiacusia  è il tipo più comune di  perdita dell’udito neurosensoriale causata dall’invecchiamento naturale del sistema uditivo e tende a manifestarsi intorno ai 65 anni. Più si è anziani e maggiore è la possibilità che si verifichi un deficit uditivo.

 

Sintomi:

I pazienti con presbiacusia hanno difficoltà a comprendere il linguaggio, poiché il loro udito è scarsissimo ad alta frequenza;  le persone colpite non riescono più a capire i loro interlocutori e hanno difficoltà a tenere dei discorsi o a seguire conversazioni di gruppo perdendo così la propria autostima, sentendosi demotivati tendendo infine all’isolamento nei rapporti sociali.

 

Possibili Cause:

la presbiacusia avviene più comunemente per una perdita di cellule nervose nella Cochlea  – l’organo che percepisce il suono; altre cause che possono contribuire alla perdita dell’udito sono:

  • fattori ereditari
  • il fumo
  • abuso di alcuni farmaci
  • ipertensione
  • esposizione al rumore intenso, se protratto negli anni.

 

Prevenzione:

  • evitare di stare a contatto con sorgenti sonore troppo rumorose
  • indossare sempre negli ambienti di lavori una protezione acustica
  • non ascoltare la musica a tutto volume dalle cuffiette auricolari.

 

Diagnosi:

Per diagnosticare la presbiacusia, è opportuno farsi vistare da uno specialista  effettuando un esame audiometrico il quale ricorrerà alla più efficace delle indagini riconoscendo  quale parte dell’orecchio ha maggiori danni,  determinando quale tipo di trattamento è necessario per gestire la perdita uditiva, incluso se si trarrebbe beneficio da un apparecchio acustico. Grazie all’evoluzione della scienza infatti, è possibile attenuare il disturbo con l’utilizzo di protesi. Gli apparecchi acustici  sono strumenti che si indossano dietro l’orecchio o al suo interno. Il loro compito è quello di aumentare  il volume dei suoni, rendendoli  più facilmente udibili.

Per diagnosticare la presbiacusia, è opportuno farsi visitare da uno specialista, cioè un otorinolaringoiatra, il quale ricorrerà alla più efficace soluzione.

niente allarme meningite

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NIENTE ALLARME MENINGITE

Di fronte ai recenti casi di decessi per meningite, la popolazione italiana, allarmata, ha attivato le difese correndo presso Asl e farmacie con la richiesta del vaccino.

Sembrerebbe una paura giustificata, visto l’aumento dei casi registrati soprattutto in alcune regioni come la Toscana. Ma una paura ritenuta eccessiva secondo il Ministero della Salute, il quale dichiara che, al livello nazionale, non esiste alcuna emergenza sanitaria relativa al contagio. Al momento non si è di fronte a una situazione di epidemia tale da superare il livello della norma in linea con i dati delle infezioni evidenziati negli ultimi anni in Italia partire dal 2013.

Nel 2016 sono stati registrati 178 casi di meningite da meningococco, un leggero aumento rispetto ai tre anni del 2012-14, ma meno rispetto il 2015. Analizzando i dati, il numero totale dei casi in Italia è passato da 1479 nel 2014 a 1815 nel 2015 e a 1376 nel 2016.

Non manca la giusta prevenzione con la disponibilità della vaccinazione per i soggetti di età a rischio e per coloro che si presentano particolarmente predisposti a contrarre malattie gravi. Ed è stata ricordata l’importanza di seguire i tempi delle vaccinazioni sotto il consulto del proprio medico. Bisogna contrastare la diffusione del batterio con la vaccinazione che è rivolta, secondo i calendari vaccinali ordinari, ai bambini dai 13 ai 15 mesi di età e agli adolescenti di 13-14 anni mentre per gli adulti e gli anziani è consigliata solo se ci sono fattori di rischio.

La vaccinazione, sempre raccomandata, è garantita dal Sistema Sanitario ed è prevista dal nuovo Piano nazionale una maggiore assistenza attraverso la distribuzione gratuita dei vaccini.

Una maggiore informazione sui dati e i rischi va elargita all’opinione pubblica al fine di evitare ingiustificati allarmismi.

 

bere acqua aiuta la mente

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Bere acqua aiuta la mente

L’acqua costituisce circa il 55-60 % del nostro corpo e addirittura il 75% del nostro cervello. Essa è indispensabile per l’idratazione del nostro organismo ma lo è altrettanto per la nostra mente.
Alcuni studi hanno dimostrato infatti, come bere tanta acqua abbia degli effetti benefici oltre che sul corpo, anche sulla condizione psicologica : bere acqua aiuta il buon umore, le capacità cognitive, combatte la stanchezza e il nervosismo.

Alcuni ricercatori dell’Università della California hanno analizzato un numero persone normalmente ben idratate e altre poco idratate, chiedendo ai primi di ridurre l’assunzione di acqua, mentre ai secondi di aumentarla. Durante la giornata i due gruppi sono stati sottoposti a dei test da compilare. I risultati hanno evidenziato come il gruppo che ha aumentato l’apporto giornaliero di acqua ha riscontrato un miglioramento nello stato psicofisico, soprattutto miglioramento dell’umore; il gruppo invece che ha ridotto l’assunzione di acqua ha riscontrato un netto peggioramento dello stato d’animo, con più senso di fatica, irrequietezza e sonnolenza.

Si raccomanda di bere circa due litri d’acqua al giorno per il nostro benessere, non solo quindi quando si fa sport o nella stagione estiva. Se l’organismo non riceve il giusto apporto idrico, infatti, è penalizzato anche nel normale svolgimento delle attività quotidiane.
È fondamentale garantire attraverso il fabbisogno minimo, l’equilibrio con la perdita di acqua che avviene attraverso sudore e urine, e l’eliminazione del carico renale.

Un errore comune è quello di bere una grossa quantità d’acqua tutta insieme con la conseguenza che l’acqua non ha alcun effetto positivo sul corpo, ma arriva immediatamente alla vescica e si deve subito correre in bagno per eliminarla.
Il beneficio si ha invece bevendo a piccoli sorsi: l’organismo viene aiutato a depurarsi, l’acqua entra lentamente nelle cellule, depura dalle tossine e fa sgonfiare.

Ricordiamo inoltre, che una dieta ricca di frutta e verdure fresche aiuta a fornire un maggior apporto quotidiano di acqua. Ma anche altri elementi quali carne, pesce, uova, pasta e riso contengono in varie quantità una percentuale di acqua.

l’importanza dei vaccini

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I vaccini sono l’unico mezzo in grado di prevenire malattie infettive. Attivano il sistema immunitario in difesa degli agenti patogeni, quali batteri e virus, e ciò permette di non acquisire la malattia con tutti i rischi che comporta nell’individuo. Oltre alle vaccinazioni obbligatorie vi sono quelle consigliate dagli operatori sanitari volte a scuotere la persona all’importanza di ridurre i rischi di malattie gravi e conoscere i benefici di questa prevenzione.

Grazie al progresso tecnologico, i vaccini sono stati migliorati nella loro efficacia. L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha calcolato che più di otto milioni di vite sono salvate ogni anno dai vaccini. Secondo i dati dell’OMS i decessi per malattie infettive si sono ridotte fino a 2-3 milioni di casi grazie alle vaccinazioni, comprese malattie come rosolia, pertosse, poliomielite, tetano, difterite, meningite.

I vaccini sono fondamentali soprattutto per i bambini, essendo una categoria di soggetti più fragili e vulnerabili. Importante è la responsabilità del genitore nei confronti del diritto del bambino ad essere vaccinato, che equivale al diritto ad essere protetto da ogni rischio e contagio di malattie.

Altra categoria a rischio sono gli anziani e coloro che a causa di malattie gravi non possono contrarre l’influenza. Anche a loro come per i bambini si richiede di fare ogni anno il vaccino anti-influenzale. Per gli anziani infatti e per quanti sono affetti da patologie croniche, il contagio influenzale rappresenta una delle cause principali di ospedalizzazione e di morte.

Anche alle donne in gravidanza, durante il secondo o terzo trimestre, è consigliato il vaccino contro l’influenza per evitare serie complicanze sia per la madre e sia per il nascituro.

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