Cardiologia

Fumo, cuore e aterosclerosi.

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Fumo, cuore e aterosclerosi.

Smettere di fumare è importante

Il Fumo di Sigaretta rappresenta il principale fattore di rischio per la nostra salute. L’assunzione costante e prolungata di tabacco è in grado di incidere sulla durata della vita media oltre che sulla qualità della stessa. I principali organi colpiti dal fumo di tabacco sono molteplici: l’apparato respiratorio e cardiovascolare sono i più bersagliati. Il fumo è una delle principali cause di attacchi cardiaci e morte precoce. Qualsiasi quantità di fumo, anche leggero o fumo occasionale, danneggia il cuore, la sua struttura  ed i vasi sanguigni.

I fumatori di sigarette, infatti, hanno un rischio maggiore di sviluppare diversi disturbi cronici.

L’aterosclerosi, ossia l’infiammazione cronica delle arterie, è ritenuta una delle primarie cause di attacchi cardiaci. L’aterosclerosi  (ostruzione e indurimento delle arterie coronarie) è una malattia delle arterie a lenta incubazione in cui una sostanza cerosa chiamata placca (presenza di materiale lipidico, proteico o fibroso)si accumula nelle arterie. Nel tempo, la placca indurendosi, restringe le arterie limitando il flusso di sangue, agli organi e alle altre parti del corpo contribuendo così  in maniera determinante all’elevato numero di decessi dovuti al fumo.

L’aterosclerosi può contribuire alla formazione di nuovi sintomi?

Questa condizione è fortemente a rischio perché può essere causa di tutta una serie di sintomi o patologie correlate tra cui: angina pectoris, infarto del miocardio, ictus, aneurismi.

Quali altri effetti negativi può causare il fumo sulla salute?

Ecco una serie di sviluppi negativi degli effetti negativi del fumo:

  • provoca tachicardia
  • provoca cancro ai polmoni
  • favorisce il cancro alla laringe, alla vescica, ai reni, all’esofago, allo stomaco
  • può provocare  bronchite cronica
  • riduce il fiato
  • invecchia la pelle
  • provoca l’ingiallimento dei denti

 

Prevenzione diagnosi e trattamento:

Cambiamenti dello stile di vita e attenzione medica costante possono aiutare a evitare i problemi dell’aterosclerosi e a vivere a lungo e in salute. È importante:

  • Smettere di fumare
  • evitare di mangiare cibi pieni di grassi.
  • Ridurre il consumo di alcolici.
  • Praticare esercizio fisico.

 

Attraverso  alcuni esami specifici  come esami del sangue ecodoppler elettrocardiogramma è possibile poter diagnosticare l’aterosclerosi. Tra gli esami più mirati si può eseguire l’angiografia con risonanza magnetica in grado di evidenziare eventuali indurimenti e restringimenti delle arterie.In caso di irrigidimento delle arterie, il medico può prescrivere dei farmaci utili per la  riduzione di  alcuni componenti che oltre al fumo danneggiano le arterie: riduzione dei livelli alti di colesterolo, di pressione arteriosa ,o ancora riduzione del rischio di formazione di coaguli di sangue.Smettere di fumare è importante non solo per noi stessi ma anche per il bene del nostro corpo e soprattutto della nostra salute. Dopo solo un anno, il rischio di infarto può ridursi fino alla metà. Effettuare una visita cardiologica è importante non solo per essere a conoscenza del buon stato di salute del cuore ma permette anche di poter prevenire ictus o infarti.

Palpitazioni… Cuore in gola ?

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Cuore in gola … Tachicardia?

Molto spesso capita di avere delle palpitazioni come se il cuore stesse battendo troppo forte o troppo velocemente, saltando un battito o svolazzando. Potresti notare palpitazioni cardiache al petto, alla gola o al collo.

Si tratta di tachicardia, un disturbo molto comune del ritmo cardiaco, in cui il cuore batte più velocemente del normale e cause le ben note palpitazioni.

 

Quando può aumentare il nostro battito cardiaco?

La frequenza cardiaca può aumentare durante l’esercizio fisico, momenti di stress, traumi o malattia (tachicardia sinusale). Altra causa che può portare a un aumento delle palpitazioni sono i farmaci utili per curare tosse e raffreddore o gli antiasmatici, che contengono ingredienti stimolanti come la pseudoefedrina.

 

Vi sono diverse tipologie di tachicardia:

o Sinusale: quando la frequenza cardiaca supera i 100 battiti al minuto e può presentarsi per motivi diversi sia in neonati che in bambini e adulti (cambiamento emotivo, sforzo fisico, febbre)

o Parossistica: quando la frequenza cardiaca ha 140-220 battiti al minuto. Può durare pochi minuti o qualche ora. Si possono avvertire dolore al petto e senso di costrizione toracica, vertigini, stordimento e annebbiamento della vista.

o Ventricolare: quando la frequenza può raggiungere picchi di 200 battiti al minuto. Si possono avere sintomi come respirazione difficoltosa, fiato corto, ansia, possibili vertigini, abbassamento della pressione.

 

Come possiamo evitare le palpitazioni?

 

o Cerca di  ridurre i tuoi livelli di stress. Lo stress è una delle cause più comuni delle palpitazioni cardiache. Quando inizi a sentire palpitazioni, prendi provvedimenti per rilassarti. Metodi come la respirazione profonda possono aiutarti a rilassarti. Altre strategie di riduzione dello stress, come la  meditazione o lo yoga,  possono aiutare a ridurre la sensazione di ansia.

o Evita la caffeina, l’alcol e la nicotina, fattori che possono scatenare le palpitazioni.

 

Le palpitazioni possono sorgere anche in seguito ad un problema di salute, possono essere avviso di ipertiroidismo (iperattività della ghiandola tiroidea) o di altre malattie. Se le palpitazioni sono persistenti è consigliabile rivolgersi al medico.

sintomi dell’infarto

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Quali sono veramente i sintomi legati all’infarto? Quali i campanelli d’allarme che non bisogna sottovalutare e individuare tempestivamente prima che sia troppo tardi?

Un infarto non sempre arriva all’improvviso. Secondo uno studio condotto di recente ad Harvard, soltanto il 25% dei pazienti sarebbe colto da attacco cardiaco senza la comparsa di sintomi. Per evitare conseguenze che potrebbero diventare gravi è necessario riuscire a cogliere i  giusti sintomi e  intervenire in modo da scongiurare in taluni casi perfino la morte. L’infarto infatti è una delle maggiori cause di morte in tutto il mondo e colpisce non solamente le persone di una certa età, ma anche soggetti molto giovani. Gli studi rilevano che il 20% dei pazienti colpiti da un infarto non presentavano problemi cardiovascolari in passato.

Purtroppo spesso non si è in grado di cogliere questi sintomi. Alcuni sono più semplici da individuare: tutti sanno che di fronte al dolore  alla spalla sinistra e al petto si potrebbe essere di fronte a un infarto in corso, o il dolore che si irradia verso il collo ,l’ ascella e la parte interna delle braccia, come pure la fitta nella zona intrascapolare. Altro avvertimento considerato comune è l’improvvisa sudorazione fredda.

Ma altri sintomi possono trarci in inganno essendo più difficili da individuare:

a volte si possono avvertire disturbi in altri organi del corpo, e una semplice digestione difficile o un mal di stomaco possono nascondere l’arrivo di un infarto, cosi come nausea, mancanza di appetito  e il sopraggiungere del vomito.

La presenza di una tosse persistente , capogiri e vertigini, battito irregolare accompagnato da stanchezza, possono costituire anch’essi  un allarme.

Altri segnali che indicano il sopraggiungere di un attacco cardiaco sono la mancanza di respiro o un intenso stato d’ansia.

Perfino l’insonnia non va mai sottovalutata.

Di fronte a  questi malesseri  bisogna consultare un medico e sentire il parere del cardiologo.

 

Caffeina e artimia

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Per molti anni la caffeina è stata oggetto di ricerche per malattie cardiovascolari:
Recentemente alcuni ricercatori hanno effettuato uno studio su alcuni pazienti dall’età media di 61 anni che hanno sofferto di insufficienza cardiaca per dimostrare che le bevande ricche di caffeina non implicano l’aumento del rischio di aritmie.
Ai partecipanti di questa iniziativa è stato dato del caffè decaffeinato al quale è stato aggiunto o caffeina o placebo, e durante l’assunzione effettuata ad intervalli di tempo di un’ora, i soggetti volontari sono stati controllati con monitoraggio elettrocardiografico continuo .
Pare infatti che, sintomi come palpitazioni, tachicardia, battito irregolare o altri danni della funzionalità cardiaca, non siano accellerati o provocati da un consumo moderato di bevande a base di caffeina. Di solito, se si ha uno stile sano di vita, assumere 300 gr di caffeina al giorno (l’equivalente di tre tazze di caffè) non rappresenta un problema per la salute. Anzi è stato rilevato che, per i bevitori abituali di caffè, c’è una piccola riduzione del rischio di aritmia.
Quindi i risultati di questi studi hanno fornito dati rassicuranti arrivando ad affermare che una assunzione regolare di caffè, così come non aumenta il rischio di malattie cardiovascolari in soggetti sani, non aumenta nemmeno il rischio di nuovi episodi cardiovascolari in pazienti già portatori di cardiopatie, diabete o ipertensione, e potrebbe anzi addirittura avere un effetto benefico e ridurne i rischi.
In conclusione non andrebbe del tutto vietata l’assunzione di caffeina in pazienti con malattie cardiache.

Tuttavia, risulta difficile escludere completamente questa relazione in caso di un consumo elevato. Un eccessivo consumo di caffeina, se associato ad altri fattori che influiscono sulla possibilità di sviluppare questo tipo di malattie (come, per esempio, il fumo, l’inattività fisica, il consumo di grassi saturi o l’abuso di alcool¬) può predisporre a dei problemi di salute in soggetti particolarmente sensibili.

Rabbia e rischio di infarto

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Doppio rischio di infarto in caso di RABBIA

 

Uno studio  condotto da esperti della Harvard University di Boston su un campione di 12.000 persone  ha evidenziato gli effetti della rabbia sul cuore.

I ricercatori hanno sondato gli eventi delle 24 ore che hanno preceduto l’infarto e i dati parlano del 14,4% dei pazienti che ha avuto un eccesso di rabbia e di emozioni negative nelle ore precedenti l’infarto.

Anche un’attività fisica eccessiva svolta in uno stato emotivo negativo può incidere in maniera significativa. I dati dimostrano che il pericolo che questo accada è reale e concreto. L’aumentato rischio di infarto nelle ore successive ad una violenta arrabbiatura o ad un importante stato d’ansia è verosimilmente il risultato di un aumento della frequenza cardiaca e della pressione arteriosa, della vasocostrizione e di un’attivazione della coagulazione, tutti fattori associati allo scatenamento di un “attacco di cuore ”.

La collera infatti provoca l’aumento del battito cardiaco, fa alzare la pressione, stringere le coronarie e aumentare la probabilità che placche aterosclerotiche si distacchino, formando dei trombi. Da non sottovalutare il fatto che anche altre malattie, come ad esempio i tumori, possano svilupparsi più facilmente nei soggetti particolarmente stressati, e si sa che la rabbia incide in maniera significativa sullo stress.

Molti sono i danni che uno stato collerico provoca, danni che possono essere evitati imparando a gestire la propria ira e le reazioni conseguenti. Le persone che più di tutte dovrebbero evitare di arrabbiarsi sono i soggetti già ad alto rischio cardiovascolare, come i pazienti che soffrono di ipertensione arteriosa. Il cuore, infatti, è il primo organo a risentirne seriamente, così come il fegato e la cistifellea che si trovano a dover fare i conti con una secrezione massiccia di bile che viene prodotta in eccesso proprio quando si perde il controllo. E ancora, i danni all’intestino: colon irritabile e diarrea. Puntuale la gastrite, con reflusso gastro-esofageo, con bruciori e dolori allo stomaco.

È quindi fondamentale riuscire a gestire la rabbia e cercare di calmarsi, quando questa arriva irruenta, respirando, facendo respiri lunghi e lenti. Questo semplice atto ha, in effetti, il potere di normalizzare la percentuale di anidride carbonica ed ossigeno nel cervello.

Aritmia cardiaca

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L’aritmia cardiaca è un battito cardiaco irregolare. Una frequenza cardiaca normale varia da 50 a 100 battiti al minuto. Le aritmie possono verificarsi con una frequenza cardiaca normale, con frequenze cardiache lente (meno di 50 battiti al minuto) e nei casi di frequenza cardiaca rapida (più veloce di 100 battiti al minuto).

Per comprendere l’aritmie, bisogna studiare Il sistema elettrico  del cuore. Il sistema elettrico del cuore controlla la velocità e il ritmo cardiaco.

A ogni battito cardiaco corrisponde un segnale elettrico estende dalla parte superiore del cuore al fondo.

Ogni segnale elettrico ha inizio in un gruppo di cellule denominate nodo del seno o nodo senoatriale nodo (SA). In un cuore adulto, sano e a riposo il nodo SA invia un segnale elettrico per iniziare un nuovo battito cardiaco da 60 a 100 volte al minuto.

Dal nodo SA il segnale elettrico si propagae e questo fa sì che gli atri iniziano a contrarsi e a pompare sangue nelle due camere inferiori del cuore, i ventricoli.

Il segnale elettrico viaggia verso il basso e raggiunge un gruppo di cellule chiamato nodo atrioventricolare (AV), situato tra atri e ventricoli. Qui, il segnale rallenta solo un po ‘, consentendo ai ventricoli di finire il riempimento delle camere con il sangue.

Il segnale elettrico lascia poi il nodo AV e viaggia lungo il fascio di His. Questo percorso si divide in una branca destra e una branca sinistra. Il segnale va giù e raggiunge i ventricoli, inducendoli a contrarsi e pompare il sangue ai polmoni e al resto del corpo.

I ventricoli poi si rilassano e inizia di nuovo il processo, un nuovo battito cardiaco ricomincia dal nodo SA.

Un problema in qualsiasi fase di questo processo può causare un’aritmia.

Ci sono molti tipi di aritmia. La maggior parte delle aritmie sono innocue, ma alcune non lo sono.

Anche gravi aritmie spesso possono essere trattati con successo. La maggior parte delle persone che hanno aritmie sono in grado di vivere una vita normale e sana.

Fibrillazione atriale

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La fibrillazione atriale è un tremolio o battito cardiaco irregolare (aritmia) che può portare alla formazione di coaguli di sangue, ictus, insufficienza cardiaca e altre complicazioni legati al cuore. Molti italiani ne sono affetti ma non sanno di esserlo.

Ecco come i pazienti hanno descritto la loro esperienza:

“Il mio cuore fa flip-flop, salta battute, e si sente come se sbattesse contro la mia parete toracica, soprattutto se sto portando dei pesi o mi piego verso il basso.”

“Ero nauseato, testa leggera, e avvertivo debolezza. Ho avuto un battito cardiaco molto veloce e mi sentivo come se mi mancasse il fiato “.
“Non ho avuto nessun sintomo. Ho scoperto la mia fibrillazione atriale ad un regolare check-up. Sono contento che sia stata diagnosticata in tempo. “.

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