ECOCOLORDOPPLER DEI TRONCHI SOVRAORTICI

ECOCOLORDOPPLER DEI TRONCHI SOVRAORTICI

livio No Comments

ECOCOLOR DOPPLER

DEI TRONCHI SOVRAORTICI

 

Che cos’è? Perché viene effettuato?

 

L’ecocolor Doppler dei tronchi sovraortici (TSA) è un tipo di ecografia vascolare che permette

di valutare la funzionalità delle arterie che nascono dall’arco dell’aorta  (A. Carotidi e A. Vertebrali) e trasportano il sangue al cervello; consente quindi al medico di vedere e valutare il flusso sanguigno attraverso le arterie e le vene.

Viene effettuato per avere delle indicazioni circa la presenza o meno  di eventuali ostruzioni dei suddetti  vasi.

Questo esame fornisce immagini a colori (rosso e blu) dei flussi venosi e arteriosi evidenziando anche le più piccole lesioni delle pareti dei vasi consentendo di valutarne con precisione l’entità.

EcoDoppler Carotideo non richiede una preparazione specifica da parte del paziente.

E’ consigliabile solo indossare un abbigliamento comodo ed evitare di indossare gioielli.

L’Ecocolordoppler dei Tronchi Sovraortici non comporta alcun disturbo per il paziente e si svolge come una qualsiasi ecografia.

Otite, come riconoscerla, e quando è il caso di fare una visita.

livio No Comments

I malanni di stagione e l’otite .

L’otite è un infiammazione dell’orecchio sostenuta da batteri virus e miceti.

Questa infezione spesso è conseguenza di un’altra affezione quale rinite, influenza o allergia che possono causare  congestione e gonfiore delle vie nasali e delle vie uditive. Colpisce gli  adulti ma è molto più  frequente nei bambini piccoli e guarisce nell’arco di pochi giorni; il continuo manifestarsi però può creare danni al timpano e ad altre parti dell’orecchio medio.

Sintomi principali :

Uno dei principali sintomi dell’otite è il dolore all’orecchioIl soggetto colpito da otite può poi percepire una riduzione dell’udito a causa dei fenomeni di vuoto che si producono nella cavità dell’orecchio medio. In alcuni casi può verificarsi suppurazione dell’orecchio, a causa del fatto che il pus generato dall’infezione fuoriesce verso l’esterno. Un altro sintomo comune dell’otite, soprattutto nei bambini, è la comparsa di febbre, malessere generale, affaticamento e stanchezza. Probabili anche nausee e vertigini poiché l’orecchio, oltre ad essere responsabile dell’udito, è anche l’organo dell’equilibrio.

Tra gli altri sintomi: 

  • irritabilità
  • vomito
  • perdita di appetito
  • ronzio all’orecchio
  • sanguinamento

Prevenzione:

Non sempre è possibile prevenire le infezioni dell’orecchio in particolare quelle interne causate da influenza o raffreddore. Per questo motivo è importante:

  • Evitare di contrarre  raffreddori: è bene lavare spesso le mani ed evitare di condividere cibi e bevande soprattutto per i più piccoli.
  • Smettere di fumare ed evitare il fumo passivo
  • Evitare l’uso di bastoncini per la pulizia interna dell’orecchio.

Quando è il caso di rivolgersi al medico.

Segni e sintomi di un infezione all’ orecchio possono indicare una serie di condizioni .E’ importante rivolgersi al medico qualora i sintomi dovessero durare più di due giorni. Una diagnosi accurata e un trattamento tempestivo può evitare l’aggravarsi del dolore e complicanze  fra cui la perdita dell’udito.

 

 

 

BLEFARITE

livio No Comments

Blefarite

La blefarite è un infiammazione del margine palpebrale che le fa diventare rosse e gonfie

Può essere causata da infezioni batteriche o acaro demodex a livello dei margini palpebrali,  ma talvolta anche l’occhio secco può esserne causa.

Sebbene sia scomoda, la blefarite non è contagiosa e generalmente non causa danni permanenti alla vista.

SINTOMI

  • Prurito
  • Sensazione di sabbia negli occhi
  • Fotofobia
  • Irritazione e arrossamenti dei margini palpebrali
  • Presenza di scaglie o croste giallastre o appiccicose

 

TRATTAMENTO

È bene cercare di eliminare il problema con un buon trattamento; È importante effettuare una visita oculistica  per determinare la causa dell’ infiammazione palpebrale.

L’ oculista esaminerà gli occhi e le palpebre per valutare il perché della blefarite e, determinerà quale tipo di trattamento sia più appropriato.

In genere, il trattamento della blefarite include oltre alla pulizia quotidiana del bordo palpebrale, la prescrizione di lacrime artificiali e antibiotici topici per distruggere i batteri in eccesso che causano blefarite o altri microbi sulle palpebre, in particolare se vi è il rischio di infezione oculare.

I consigli del nostro oculista:

La blefarite è tipicamente una condizione cronica, il che significa che può tornare frequentemente ed essere un problema ricorrente.

Il modo migliore per evitare la blefarite è quello di pulire le palpebre quotidianamente per prevenire l’accumulo di batteri, biofilm e acari Demodex sul margine delle palpebre.

L’igiene delle palpebre è molto utile per trattare e controllare la blefarite, ma solo se eseguita correttamente.

È bene effettuare un impacco caldo per sciogliere eventuali residui bloccati nelle ghiandole di Meibomio che secernono olio nelle palpebre.

Ecco come eseguire una pulizia accurata:

  • Prima di tutto lavarsi lavarsi le mani, inumidire poi  una salvietta pulita con acqua tiepida
  • Applicare  la salvietta sulle palpebre chiuse per diversi minuti.
  • Strofinare delicatamente il bordo della palpebra con la salvietta prima di aprire gli occhi.

Si consiglia di ridurre al minimo l’uso del trucco per gli occhi soprattutto quando si soffre di blefarite, perché il mascara e altri tipi di trucco possono interferire con l’igiene delle palpebre.

Per qualsiasi principio o sintomo di blefarite è bene effettuare una visita per far si di poter trattare immediatamente l’infiammazione.

 

 

 

 

FASCITE PLANTARE

livio No Comments

Fascite plantare

Quel dolore al tallone che non vuole passare

La fascite plantare è una delle cause più comuni di dolore al tallone. Si verifica quando la forte fascia di tessuto che sostiene l’arco del piede diventa irritata e infiammata.

È una patologia frequente; rappresenta infatti circa il 10% di tutte le patologie che interessano il piede; La fascia plantare è un lungo e sottile legamento che si trova direttamente sotto la pelle sul fondo del piede, collega il tallone alla parte anteriore e sostiene l’arco del piede.

Il dolore può presentarsi non solo al tallone ma anche alla pianta. Questo fastidio si avverte maggiormente al risveglio quando la fascia plantare è ancora “fredda”;

Cause:

Cause principali dell’insorgenza di fascite:

  • Modificazioni degenerative, connesse a microtraumi ripetuti, che interessano il legamento arcuato
  • Un’eccessiva sollecitazione del tallone provoca un’infiammazione nell’inserzione del fascio, peggio lungo tutta la loro estensione
  • Ridotta estendibilità del tendine d’Achille può provocare una fascite plantare.
  • Alcune caratteristiche anatomiche, come piede piatto o cavo possono portare a episodi di fascite.
  • Improvviso aumento del chilometraggio non supportato da opportuna preparazione.
  • Una frattura da stress
  • L’artrite

Sintomi:

La sintomatologia della fascite plantare è generalmente fastidiosa; a volte la patologia si manifesta con :

  • Dolore acuto e particolarmente intenso al tallone
  • Dolore al centro della pianta del piede che continua fino alle dita
  • Dolore che può arrivare fino alla gamba

Fattori e Soggetti più a rischio

I fattori di rischio sono numerosissimi,  fra questi vanno ricordati il sesso(il problema interessa maggiormente i soggetti di sesso femminile), varie patologie e condizioni anatomiche e problemi di tipo meccanico(diabete, piede piatto o particolarmente arcuato), determinate attività sportive e lavorative quali oltre agli sport anche danza o ginnastica aerobica. Anche le calzature inadeguate possono diventare un fattore di rischio (scarpe troppo larghe, con suole sottili o con tacchi troppo alti).

I soggetti che possono correre il rischio di sviluppare fascite plantare includono:

  • Praticanti di sport (corsa, basket, calcio, pallavolo, salto in lungo ecc.
  • Obesità
  • Attività di impatto ripetitivo (corsa / sport) possono contribuire a un inizio più precoce di fascite plantare.
  • Età:La fascite plantare è più comune tra i 40 e i 60 anni, in quanto con il trascorrere del tempo il tessuto adiposo a livello della fascia plantare che ha funzioni di cuscinetto protettivo ha la tendenza a ridursi.
  • Occupazioni che ti tengono in piediGli operai, gli insegnanti e altri che trascorrono la maggior parte del loro tempo di lavoro a camminare o in piedi su superfici dure possono danneggiare la fascia plantare.

Diagnosi

La diagnosi viene effettuata dopo aver valutato attentamente la sintomatologia; in genere non è necessario ricorrere a indagini strumentali quali radiografie o tac ma in alcune circostanze sono utili per evidenziare o escludere ulteriori cause di dolore al tallone (per esempio fattura da stress , un processo artrosico, una neoplasia)

Come trattare la fascite plantare

La fascite plantare si cura quasi sempre con il riposo che deve essere assoluto(a volte anche pedalare in bici può essere doloroso e deve essere evitato) per un periodo che va da 6 settimane a tre mesi circa nei casi più gravi. Anche l’applicazione di ghiaccio è utile nei periodi di riacutizzazione, può essere applicato più volte al giorno per 10-15 minuti circa.

Inoltre è molto utile l’utilizzo di un plantare in modo da correggere la distribuzione del carico del corpo durante la fase di appoggio del piede; le ortesi plantari, infatti, sono dispositivi effettivamente efficaci nel trattamento della fascite in quanto riducono le riacutizzazioni della patologia e possono essere:

– Create su misura in base all’ appoggio del piede

– Essere basate soltanto sul numero di scarpa

– Essere confezionate in base al peso e alla lunghezza del piede

Prevenzione

Ecco le precauzioni che dovremmo attuare per cercare di prevenire questa patologia:

  • Indossare scarpe che assicurino un’ammortizzazione efficiente del tallone, in modo che non sia sottoposto a stress eccessivo.
  • Alternare le superfici di allenamento (evitando nel caso dei runner, di correre esclusivamente su asfalto o pista)
  • Fare stretching con continuità, specie per il tendine d’Achille
  • Evitare le scarpe con i tacchi alti oppure non volendo rinunciarci, indossarle solo dopo l’allenamento (e non prima).

La fascite plantare va affrontata e curata il prima possibile in quanto se sottovalutata i tempi di guarigione potrebbero prolungarsi per diversi mesi.

 

Orzaiolo

livio No Comments

ORZAIOLO

 

Si tratta di un’infiammazione delle ghiandole sebacee collocate alla base delle ciglia dell’occhio.

È un piccolo nodulo doloroso, di solito si forma all’interno o all’esterno della palpebra.

Solitamente colpisce un solo occhio e si sviluppa molto rapidamente.

 

Le cause:

La causa principale è l’infezione delle ghiandole sebacee nella palpebra. Il batterio stafilococco è responsabile della maggior parte di queste infezioni.

Anche il make-up a volte può essere causa di orzaiolo, soprattutto se quest’ultimi  vengono condivisi. Inoltre, indossare troppi trucchi per gli occhi può a volte causarne lo sviluppo; è importante infatti  rimuovere il trucco prima di andare a letto.

 

Fattori di rischio:

  • Toccare gli occhi con le mani sporche
  • Inserire le lenti a contatto senza disinfettarle accuratamente
  • Non rimuovere il trucco dagli occhi prima di andare a dormire
  • Usare cosmetici vecchi o scaduti

 

Sintomi:

 

  • Fotofobia
  • Fastidio nell’ammiccamento
  • Occhi arrossati e crostosi
  • Senso di peso
  • Bruciore
  • Dolore nell’area interessata

 

Trattamento:

 

Normalmente l’orzaiolo trattato guarisce in 20 giorni circa.

La maggior parte, sono innocui agli occhi e non influenzano la capacità di vedere chiaramente.

 

È consigliabile:

 

  • Evitare di usare lenti a contatto e trucco per gli occhi fin quando l’orzaiolo non sia guarito
  • Applicare impacchi caldi con un panno pulito e caldo contro la palpebra per 10 minuti.
  • Massaggiare delicatamente l’area interessata con la punta delle dita, facendo attenzione a non colpire se stessi negli occhi.
  • Applicare se necessario antibiotici topici; colliri medicati o unguenti antibiotici possono aiutare a curare l’infezione.

 

È il caso di vedere un medico se:

  • L’orzaiolo non inizia a migliorare dopo 48 ore
  • Rossore e gonfiore si estendono oltre la palpebra

Consulta il tuo oculista di fiducia.

 

Pachimetria corneale

livio No Comments

Pachimetria corneale

Cos’è? E quando è il caso di dover effettuare questo esame.

 

La pachimetria corneale è un esame non invasivo,e misura velocemente lo spessore della cornea che rappresenta la parte anteriore dell’occhio.

Va fatto prima di effettuare diversi tipi di  interventi quali fra i più importanti chirurgia refrattiva e chirurgia corneale; inoltre è una parte importante della valutazione e della gestione dell’ipertensione oculare e del glaucoma.

Sono disponibili diverse tecniche per misurare in modo affidabile lo spessore corneale. Le metodologie utilizzate in queste tecniche sono basate su principi ultrasonici o ottici.

Anche l’uso di lenti a contatto può a volte causare gonfiore alla cornea. Questo può essere difficile da vedere al microscopio. Tuttavia, la pachimetria mostrerà un netto aumento dello spessore.

Fumo, cuore e aterosclerosi.

livio No Comments

Fumo, cuore e aterosclerosi.

Smettere di fumare è importante

Il Fumo di Sigaretta rappresenta il principale fattore di rischio per la nostra salute. L’assunzione costante e prolungata di tabacco è in grado di incidere sulla durata della vita media oltre che sulla qualità della stessa. I principali organi colpiti dal fumo di tabacco sono molteplici: l’apparato respiratorio e cardiovascolare sono i più bersagliati. Il fumo è una delle principali cause di attacchi cardiaci e morte precoce. Qualsiasi quantità di fumo, anche leggero o fumo occasionale, danneggia il cuore, la sua struttura  ed i vasi sanguigni.

I fumatori di sigarette, infatti, hanno un rischio maggiore di sviluppare diversi disturbi cronici.

L’aterosclerosi, ossia l’infiammazione cronica delle arterie, è ritenuta una delle primarie cause di attacchi cardiaci. L’aterosclerosi  (ostruzione e indurimento delle arterie coronarie) è una malattia delle arterie a lenta incubazione in cui una sostanza cerosa chiamata placca (presenza di materiale lipidico, proteico o fibroso)si accumula nelle arterie. Nel tempo, la placca indurendosi, restringe le arterie limitando il flusso di sangue, agli organi e alle altre parti del corpo contribuendo così  in maniera determinante all’elevato numero di decessi dovuti al fumo.

L’aterosclerosi può contribuire alla formazione di nuovi sintomi?

Questa condizione è fortemente a rischio perché può essere causa di tutta una serie di sintomi o patologie correlate tra cui: angina pectoris, infarto del miocardio, ictus, aneurismi.

Quali altri effetti negativi può causare il fumo sulla salute?

Ecco una serie di sviluppi negativi degli effetti negativi del fumo:

  • provoca tachicardia
  • provoca cancro ai polmoni
  • favorisce il cancro alla laringe, alla vescica, ai reni, all’esofago, allo stomaco
  • può provocare  bronchite cronica
  • riduce il fiato
  • invecchia la pelle
  • provoca l’ingiallimento dei denti

 

Prevenzione diagnosi e trattamento:

Cambiamenti dello stile di vita e attenzione medica costante possono aiutare a evitare i problemi dell’aterosclerosi e a vivere a lungo e in salute. È importante:

  • Smettere di fumare
  • evitare di mangiare cibi pieni di grassi.
  • Ridurre il consumo di alcolici.
  • Praticare esercizio fisico.

 

Attraverso  alcuni esami specifici  come esami del sangue ecodoppler elettrocardiogramma è possibile poter diagnosticare l’aterosclerosi. Tra gli esami più mirati si può eseguire l’angiografia con risonanza magnetica in grado di evidenziare eventuali indurimenti e restringimenti delle arterie.In caso di irrigidimento delle arterie, il medico può prescrivere dei farmaci utili per la  riduzione di  alcuni componenti che oltre al fumo danneggiano le arterie: riduzione dei livelli alti di colesterolo, di pressione arteriosa ,o ancora riduzione del rischio di formazione di coaguli di sangue.Smettere di fumare è importante non solo per noi stessi ma anche per il bene del nostro corpo e soprattutto della nostra salute. Dopo solo un anno, il rischio di infarto può ridursi fino alla metà. Effettuare una visita cardiologica è importante non solo per essere a conoscenza del buon stato di salute del cuore ma permette anche di poter prevenire ictus o infarti.

Apriamo gli occhi

livio No Comments

Arrivederci vacanze…si ritorna a scuola

Il periodo estivo sta per concludersi. Settembre è arrivato e con esso anche il ritorno a scuola per i nostri bambini è vicino. Il  periodo delle vacanze è stato pieno di cambiamenti che pian piano sono diventate quasi delle vere e proprie  abitudini che hanno influito molto sui nostri piccoli; giocare senza sosta e andare a letto tardi sono alcuni dei principali fattori che hanno influito molto. Anche l’eccessivo utilizzo degli smartphone è stato maggiore, causando in alcuni casi problemi alla vista.

La vista è un senso importante e delicato, ecco perché fin dalla più tenera età, la prevenzione gioca un ruolo fondamentale. Molti sono i disturbi che attraverso una visita oculistica  possono essere risolti in modo semplice e non invasivo.

Ecco alcuni esempi:

  • il bambino ha difficoltà a mettere a fuoco gli oggetti? Potrebbe trattarsi di miopia.
  • Il bambino vede gli oggetti deformati? Potrebbe essere un principio di astgmatismo.
  • il bambino tende ad allontanare i testi di libro? Potrebbe trattarsi di ipermetropia.

Ed ora che la scuola sta per iniziare ecco qualche buono consiglio per intraprendere il nuovo anno scolastico in modo corretto  e per  vederci sempre più chiaro:

SCRITTURA E LETTURA: è importante mantenere una distanza di almeno 30 cm dal foglio, impugnando bene la penna  mantenendo una buona postura tenendo la schiena dritta.

IL COMPUTER: è bene mantenere una distanza adeguata tra lo schermo e gli occhi del piccolo e per non stancare troppo gli occhi è bene effettuare delle piccole pause. Utilizzando dispositivi elettronici, è importante assicurarsi che l’ambiente in cui si stia lavorando  sia ben  illuminato.

L’ALIMENTAZIONE: è fondamentale mangiare tanta frutta e verdura fresca; questi alimenti contengono vitamine come a-b-c-e necessarie per la nostra salute degli occhi.

L’IGIENE: è buona abitudine lavarsi le mani regolarmente evitando di toccare o stropicciare gli occhi con le mani sporche. Oltre al rischio di germi, sporcizia e corpi estranei negli occhi lo sfregamento può anche causare piccole abrasioni nella parte interna dell’occhio.

GLI OCCHIALI: Se prescritti dall’ oculista risultano indispensabili in modo da non dover danneggiare ancor più la capacità visiva.

Prendersi cura dei propri  figli è la miglior prevenzione che si possa fare, aiutandoli a  capire che l’adeguata cura degli occhi, le precauzioni e la sicurezza, possono prevenire un sacco di rischi.

È fondamentale quindi effettuare una visita oculistica non solo per i bimbi che affronteranno un nuovo anno scolastico, ma anche per i piccoli che dovranno iniziare il primo anno di scuola elementare in quanto verificare l’effettiva acutezza visiva è fondamentale per il loro bene. Bambini con o non difficoltà di apprendimento, necessitano anche di visita ortottica per evitare di andare in contro a problematiche come dislessia o deficit dell’attenzione.

Raggi ultravioletti  e occhi.

livio No Comments
raggi ultravioletti e occhi

Esporsi al sole ma con cautela.

Quanti di noi espongono il proprio corpo al sole? Le radiazioni ultraviolette assorbite in quantità moderata hanno effetti positivi per la nostra salute, sopratutto per quanto riguarda la produzione di vitamina D che contribuisce all’assorbimento dei minerali a livello renale, intestinale e osseo. In medicina infatti gli UV vengono utilizzati anche nella cura di malattie della pelle come psoriasi e vitiligine.

Tuttavia se da un lato l’esporsi al sole in maniera moderata fa bene al nostro corpo dall’altro lato una esposizione eccessiva è molto dannosa alla salute.

Anche gli occhi sono estremamente sensibili a questo tipo di radiazione e possono subire danni, anche gravi a causa dell’esposizione prolungata agli ultravioletti. Chi lavora all’aria aperta ha un maggior rischio di provocare patologie all’occhio, in quanto gli UV riflettono maggiormente su neve, sabbia, acqua e anche sul cemento.

Quanti tipi di raggi UV esistono e quali sono le parti dell’occhio più colpite?

 

Esistono diversi tipi di raggi UV: UV-C UV-B e UV-A.

La cornea e il cristallino sono i tessuti oculari più a rischio ma anche la retina può essere colpita. Nel tempo, gli effetti dei raggi possono contribuire a causare una serie di problemi agli occhi.

  • UV-C è la più pericolosa per la salute umana ma fortunatamente viene filtrata dallo strato d’ozono e non raggiunge la superficie terrestre
  • UV-B  rendono la pelle rossa e possono danneggiare la cornea e la lente sulla parte anteriore dell’occhio in quanto vengono assorbiti
  • UV-A presenti tutto l’anno, anche nelle giornate nuvolose sono i responsabili della pelle abbronzata; possono penetrare nel cristallino provocandone a lungo andare l’ossidazione causa di una nebulosità bianca. L’uv-a pertanto è diventato noto anche come causa di cataratta.

 

Diverse sono le patologie che possono interessare i nostri occhi:

  • cheracongiuntivite attinica
  • cataratta
  • pterigio
  • neoplasie

Il regolare controllo della vista, è una buona abitudine da coltivare nel corso di tutta la vita, in quanto ad ogni età corrispondono bisogni, cambiamenti e potenziali rischi a cui far fronte. Rispettare un programma di prevenzione e cura è indispensabile in quanto permette di poter prendere in tempo le diverse patologie.

Piede diabetico

livio No Comments

Piedi e diabete

Il piede diabetico è una della complicanze principali del diabete mellito in quanto può rappresentare una forma di pericolo per diverse parti del nostro corpo.

Il diabete a causa degli alti livelli di glucosio presenti nel sangue può danneggiare i nervi, i reni, gli occhi e i vasi sanguigni riducendo la capacità del corpo di combattere le infezioni. Quando il diabete non è ben controllato, è probabile che si verifichino danni agli organi e compromissione del sistema immunitario. Periodi prolungati di alti livelli di zucchero nel sangue possono devastare anche i nostri piedi.

I problemi ai piedi si sviluppano comunemente nelle persone con diabete e possono diventare rapidamente gravi. Basta un callo, un piccolo taglio o una ferita per far diventare una lesione piccola una terribile ulcera infetta che può portare fino all’amputazione del piede o della gamba.

Molti sono i fattori che possono creare problemi ai piedi di un diabetico; le patologie principali sono:

  • neuropatia diabetica (piede neuropatico)
  • malattia vascolare periferica detta anche arteriopatia (piede ischemico).

Nel primo caso si ha un danno a carico del sistema nervoso periferico causando una diminuzione della sensibilità nei piedi. La persona affetta infatti non riesce a percepire il dolore di un taglio o lo sfregamento con le scarpe.

Nel secondo caso invece il flusso del sangue diminuisce, rendendo più difficile la guarigione di un taglio o di una ferita.

In generale, le ulcere neuropatiche si presentano tipicamente nel piede caldo ma insensato, spesso sotto le aree di pressione, e sono circondate da callo. Al contrario, le ferite ischemiche tendono a manifestarsi nel piede freddo in quanto il flusso sanguigno è ridotto.

 

Principali segni  e sintomi del piede diabetico:

  • aspetto del piede deformato
  • atrofia dei muscoli interossei
  • cambiamenti di temperatura della pelle
  • crampi
  • gonfiore al piede o alla caviglia
  • piede d’atleta o altre infezioni fungine del piede
  • pelle secca e screpolata sui talloni
  • sensazione di formicolio
  •  vesciche o altre ferite senza dolore
  • unghie incarnite
    Chi soffre di diabete dovrebbe consultare regolarmente un podologo se una delle seguenti problematiche elencate è presente, inoltre è bene tenere d’occhio la glicemia non soltanto con i controlli quotidiani, ma anche sottoponendosi alla verifica periodica dell’esame dell’emoglobina glicata. Una buona glicata mantenuta nel tempo, i cui valori di riferimento si ritengono normali se inferiori al 5,7 %  contribuiscono a prevenire le complicanze acute e croniche del diabete, causate dalla iperglicemia.

Trattamento

è importante diagnosticare e trattare la ferita il prima possibile in quanto il trattamento varia anche in base alla gravità della condizione dove in  casi gravi bisogna procedere all’amputazione della zona colpita.

Cosa vuoi cercare?

E tu sapevi che…