Si tende ad associarli quasi solo ai bambini, ma i parassiti intestinali possono colpire anche gli adulti, e i sintomi non sono sempre così evidenti da far pensare subito a questa causa.
La trasmissione avviene principalmente per via oro-fecale: acqua o cibo contaminato, scarsa igiene delle mani, contatto con animali domestici infetti, o viaggi in zone con standard igienico-sanitari diversi. Non è necessario viaggiare all’estero per contrarli: alcuni parassiti circolano regolarmente anche in Italia.
Molti episodi di parassitosi intestinale decorrono in modo quasi silente, con sintomi lievi e aspecifici che vengono facilmente scambiati per una semplice cattiva digestione.
L’esame delle feci (parassitologico, spesso su più campioni raccolti in giorni diversi, perché l’eliminazione delle uova non è sempre costante) resta l’indagine di riferimento. Un singolo esame negativo non sempre esclude la presenza del parassita.
Lavarsi accuratamente le mani prima dei pasti e dopo essere stati al bagno, lavare bene frutta e verdura, cuocere adeguatamente carne e pesce, e prestare attenzione all’igiene quando si viaggia, restano le misure più efficaci di prevenzione, semplici ma spesso sottovalutate nella routine quotidiana.