Ginocchia, mani, spalle: l’infiammazione articolare può colpire praticamente ogni punto del corpo e manifestarsi in modi diversi da persona a persona. Capire da dove viene aiuta a scegliere l’approccio giusto, invece di affidarsi solo a un antidolorifico ogni volta che torna.
L’infiammazione articolare (artralgia, quando si parla del solo dolore) può derivare da usura meccanica, da una reazione autoimmune, da un’infezione o semplicemente da un sovraccarico occasionale. Non tutte le infiammazioni articolari sono uguali, ed è proprio questo che rende difficile un’autodiagnosi.
Rigidità articolare che dura più di 30 minuti al risveglio è un segnale da non sottovalutare: può indicare una componente infiammatoria più che semplicemente meccanica.
Alcuni alimenti sono associati a un maggiore stato infiammatorio sistemico, in particolare zuccheri raffinati e grassi saturi in eccesso. Al contrario, omega-3 (pesce azzurro), curcuma e zenzero sono spesso citati per le loro proprietà antinfiammatorie naturali, anche se i risultati variano molto da persona a persona e non sostituiscono una terapia quando necessaria.
Riposo relativo (non immobilità totale), applicazione di freddo nelle prime 48 ore per ridurre il gonfiore, e successivamente calore per rilassare la muscolatura circostante. Il movimento controllato, una volta passata la fase acuta, resta fondamentale: le articolazioni ferme a lungo tendono a irrigidirsi ulteriormente.