Alzarsi due o tre volte a notte per andare in bagno non è un fatto normale legato all’età che si deve solo accettare: in molti casi è il primo segnale di un ingrossamento della prostata, un disturbo estremamente comune dopo i 50 anni.
L’ipertrofia prostatica benigna (IPB) è un ingrossamento non tumorale della prostata, che con l’età tende naturalmente ad aumentare di volume. Crescendo, comprime l’uretra che vi passa attraverso, causando i sintomi urinari tipici del disturbo.
Questi sintomi tendono a comparire gradualmente, e per questo spesso vengono normalizzati come cose dell’età per anni prima di essere riferiti al medico.
Entro i 60 anni, una percentuale molto consistente degli uomini presenta un certo grado di ingrossamento prostatico, anche se non tutti sviluppano sintomi significativi.
Una delle preoccupazioni più comuni è confondere l’ingrossamento benigno con un tumore prostatico. L’IPB è, come dice il nome, benigna e non evolve in cancro: restano comunque patologie distinte, che un controllo urologico con esame specifico (PSA, eventualmente ecografia) permette di distinguere con sicurezza.
Ridurre il consumo di caffeina e alcol nelle ore serali, non trattenere a lungo lo stimolo e mantenere un peso corporeo adeguato sono accorgimenti utili. Esistono inoltre integratori a base di serenoa repens, tradizionalmente usati come supporto al benessere della prostata, da considerare come coadiuvanti e sempre dopo una valutazione medica, mai come autodiagnosi o autocura.