Occhi stanchi e palpebre pesanti: un disturbo sempre più diffuso
Verso fine giornata, davanti a uno schermo, capita a molti: occhi che bruciano, palpebre che sembrano pesare il doppio, difficoltà a mettere a fuoco. L’affaticamento visivo, noto anche come astenopia, è uno dei disturbi oculari più diffusi nella vita moderna, e riguarda in particolare chi lavora molte ore al computer.
Guardare uno schermo riduce drasticamente la frequenza dell’ammiccamento, fino a 5 volte meno rispetto alla norma. L’occhio si asciuga più in fretta, la superficie oculare si irrita, e i muscoli ciliari, impegnati a mantenere il fuoco su una distanza fissa per ore, si affaticano progressivamente.
Oltre all’uso prolungato di schermi, contribuiscono illuminazione inadeguata, troppo intensa o troppo scarsa, riflessi sullo schermo che costringono l’occhio a continui adattamenti, aria secca da riscaldamento o aria condizionata, vizi refrattivi non corretti, come occhiali con gradazione non aggiornata, postura scorretta davanti al monitor, che altera anche la distanza di messa a fuoco, e sonno insufficiente, che riduce la capacità dell’occhio di recuperare durante la notte.
Una delle indicazioni più diffuse tra gli oculisti: ogni 20 minuti di lavoro al computer, guardare per 20 secondi un punto a 20 piedi di distanza, circa 6 metri. Questo semplice accorgimento permette ai muscoli oculari di rilassarsi e riduce significativamente l’affaticamento accumulato nel corso della giornata.
Se il disturbo persiste nonostante questi accorgimenti, o è accompagnato da dolore oculare importante, visione doppia, arrossamento persistente o cali improvvisi della vista, è importante non sottovalutare i sintomi e rivolgersi tempestivamente a uno specialista oculistico per una valutazione accurata, che possa anche escludere un vizio refrattivo non ancora corretto.