Fitte al cuore: quando il dolore dura solo pochi secondi
Una fitta improvvisa e acuta al petto, che compare senza preavviso e scompare nel giro di pochi secondi: è un’esperienza comune, che genera quasi sempre un momento di allarme, ma che nella grande maggioranza dei casi non ha nulla a che vedere con il cuore.
Il fenomeno più frequentemente responsabile di questo tipo di dolore prende il nome di sindrome di Texidor, conosciuta anche come precordial catch syndrome: un dolore puntiforme, localizzato tipicamente a sinistra dello sterno, che si accentua con l’inspirazione profonda e si risolve spontaneamente entro pochi secondi, raramente oltre i 3 minuti.
La causa esatta non è del tutto chiarita, ma viene generalmente attribuita a un’irritazione o a uno spasmo a carico dei nervi intercostali o della pleura parietale, la membrana che riveste i polmoni. Non ha alcuna relazione con il muscolo cardiaco né con il flusso sanguigno coronarico, e colpisce prevalentemente bambini e giovani adulti, con episodi che tendono a diradarsi con l’età.
Oltre alla sindrome di Texidor, esistono altre condizioni, altrettanto benigne, che possono dare origine a fitte brevi e localizzate al petto:
Il dolore cardiaco di origine ischemica ha caratteristiche molto diverse: è generalmente più diffuso, non puntiforme, descritto come un peso o una costrizione, dura diversi minuti, non varia con la respirazione o con la palpazione della parete toracica, e si accompagna spesso a sudorazione fredda, nausea, dolore irradiato al braccio sinistro o alla mandibola, e mancanza di respiro.
Ipertensione, diabete, fumo, colesterolo alto e familiarità per malattie cardiovascolari sono tutti elementi che aumentano la probabilità che un dolore toracico abbia davvero un’origine cardiaca, e che quindi richiedono una soglia di attenzione più bassa prima di attribuire il sintomo a cause benigne.
Per questo motivo è importante non sottovalutare un dolore toracico che dura più di qualche minuto, si irradia, o si accompagna agli altri sintomi sopra descritti, e rivolgersi tempestivamente a uno specialista cardiologico per una valutazione accurata.