È un argomento di cui si parla poco, spesso con imbarazzo, eppure riguarda una parte molto ampia della popolazione adulta nel corso della vita. Capire quando le emorroidi si gestiscono da sole e quando invece serve una valutazione specialistica fa la differenza.
Le emorroidi sono cuscinetti vascolari naturalmente presenti nel canale anale; diventano un problema quando si infiammano o si ingrossano (dilatazione delle vene emorroidarie), causando fastidio, sanguinamento o, nei casi più avanzati, prolasso.
| Grado | Caratteristiche |
|---|---|
| 1 | Interne, non prolassano, possono dare sanguinamento |
| 2 | Prolassano durante lo sforzo ma rientrano da sole |
| 3 | Prolassano e richiedono riposizionamento manuale |
| 4 | Prolasso permanente, non riducibile |
Il grado è uno dei criteri principali, insieme ai sintomi riferiti, con cui lo specialista valuta se un trattamento conservativo è ancora sufficiente o se è il caso di considerare un intervento.
Nella maggior parte dei casi, le emorroidi di grado 1 e 2 rispondono bene a un trattamento conservativo e a cambiamenti nello stile di vita, senza bisogno di intervento chirurgico.
Si considera un trattamento più invasivo, dalla scleroterapia alla chirurgia vera e propria, quando il prolasso diventa persistente (gradi 3-4), il sanguinamento è frequente o abbondante, oppure il dolore non risponde più ai trattamenti conservativi. Non è una decisione da prendere da soli: un consulto proctologico permette di capire quale approccio, tra i tanti oggi disponibili, è più adatto al singolo caso.