Quella fitta improvvisa mangiando un gelato o bevendo qualcosa di freddo: è uno dei disturbi più comuni, ma anche tra i più trascurati, finché non diventa fastidiosa abbastanza da cambiare le proprie abitudini a tavola.
La sensibilità dentale compare quando la dentina, lo strato sotto lo smalto, resta esposta agli stimoli esterni. Questo accade per erosione dello smalto, retrazione gengivale che scopre le radici, o microfratture dovute a bruxismo (digrignamento notturno dei denti).
Quasi 1 adulto su 3 sperimenta episodi di sensibilità dentale nel corso della vita, spesso senza individuarne la causa reale.
Un dentifricio desensibilizzante, formulato con potassio nitrato o sali di stronzio, usato con costanza per alcune settimane, è spesso il primo passo efficace. Importante anche passare a uno spazzolino a setole morbide e rivedere la tecnica di spazzolamento, che non dovrebbe mai essere troppo aggressiva.
Se il disturbo persiste nonostante questi accorgimenti, o è localizzato a un solo dente, è bene farlo valutare: potrebbe trattarsi di una carie o di un problema più specifico che un dentifricio non può risolvere da solo.