Capita spesso: un esame del sangue di routine, richiesto magari per tutt’altro motivo, mostra transaminasi leggermente sopra i valori normali. Prima di preoccuparsi, vale la pena capire cosa indicano davvero.
AST e ALT sono enzimi presenti nelle cellule epatiche: quando il fegato è sotto stress o danneggiato, passano nel sangue in quantità maggiore. Un valore leggermente alterato, isolato, non indica automaticamente una patologia seria: va sempre letto nel contesto della storia clinica della persona.
Non esiste una dieta specifica per abbassare le transaminasi di per sé, ma uno stile alimentare che riduce il carico di lavoro del fegato aiuta generalmente a normalizzare i valori nel tempo: meno zuccheri raffinati e grassi saturi, più verdure, legumi, pesce e cereali integrali, idratazione adeguata.
Un valore di transaminasi lievemente elevato, riscontrato una sola volta, spesso si normalizza spontaneamente ripetendo l’esame a distanza di alcune settimane.
Valori molto elevati, persistenti nel tempo o accompagnati da stanchezza marcata, ittero (colorito giallastro della pelle), dolore addominale o perdita di peso non spiegata, meritano un approfondimento con esami aggiuntivi (ecografia epatica, marcatori virali) impostati dal medico.