La blefarite è un’infiammazione che colpisce il margine delle palpebre, causandone arrossamento e gonfiore. Può avere diverse origini: infezioni batteriche, la presenza dell’acaro Demodex a livello dei margini palpebrali, oppure — in alcuni casi — essere legata a una condizione di occhio secco.
Pur trattandosi di un disturbo fastidioso, la blefarite non è contagiosa e, nella maggior parte dei casi, non compromette in modo permanente la funzione visiva.
Di fronte a questi sintomi è importante sottoporsi a una visita oculistica, indispensabile per individuare la causa specifica dell’infiammazione. Solo dopo aver esaminato occhi e palpebre, l’oculista potrà stabilire il percorso terapeutico più adatto al singolo caso.
Il trattamento prevede generalmente una pulizia quotidiana del bordo palpebrale, spesso associata alla prescrizione di lacrime artificiali e, quando necessario, di antibiotici topici per contrastare la proliferazione batterica o altri microrganismi responsabili dell’infiammazione — soprattutto in presenza di un rischio concreto di infezione oculare.
La blefarite è tipicamente una condizione cronica, che tende a ripresentarsi nel tempo. Per questo motivo, la prevenzione gioca un ruolo centrale: pulire quotidianamente le palpebre aiuta a contrastare l’accumulo di batteri, biofilm e acari Demodex lungo il margine palpebrale.
Perché sia davvero efficace, l’igiene delle palpebre va eseguita con il metodo corretto. Un impacco caldo, in particolare, aiuta a sciogliere eventuali residui che ostruiscono le ghiandole di Meibomio, responsabili della secrezione oleosa che protegge la superficie oculare.
Ecco come procedere:
È inoltre consigliabile limitare l’uso del trucco per gli occhi durante le fasi attive della blefarite: mascara e altri cosmetici possono infatti ostacolare una corretta igiene palpebrale.
Ai primi segnali di blefarite, meglio non aspettare: una visita tempestiva permette di intervenire subito e di tenere sotto controllo l’infiammazione prima che diventi un fastidio ricorrente.