Acne rosacea: una patologia non rara

Ago 23, 2016

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Acne rosacea: una patologia non rara

Guance arrossate, piccoli capillari visibili, brufoli che compaiono senza una causa apparente: la rosacea è spesso scambiata per una semplice pelle sensibile o per acne comune, ma si tratta in realtà di una condizione dermatologica ben distinta, molto più diffusa di quanto si pensi.

La rosacea è una malattia infiammatoria cronica della pelle, che colpisce principalmente il viso — in particolare guance, naso, fronte e mento. Interessa con maggiore frequenza le persone tra i 30 e i 50 anni, con una prevalenza più marcata nel sesso femminile, sebbene nell’uomo tenda spesso a manifestarsi in forma più severa. Chi ha una carnagione chiara risulta generalmente più predisposto a svilupparla.

Quando e perché si manifesta

Le cause esatte della rosacea non sono ancora del tutto chiarite dalla ricerca scientifica. Si ritiene che alla base vi sia una combinazione di fattori genetici, vascolari e immunitari, che rendono i vasi sanguigni del viso particolarmente reattivi a determinati stimoli. Anche la presenza dell’acaro Demodex follicolorum, normalmente presente sulla pelle, sembra giocare un ruolo nello sviluppo o nel peggioramento della condizione.

Tra i fattori scatenanti più comuni, in grado di provocare o aggravare le manifestazioni cutanee, rientrano:

  • esposizione solare prolungata
  • sbalzi di temperatura, caldo o freddo intenso
  • consumo di alcolici
  • cibi piccanti o bevande calde
  • stress emotivo
  • attività fisica intensa
  • utilizzo di prodotti cosmetici aggressivi o non adatti

Sintomi

La rosacea si manifesta con un quadro sintomatologico che tende a evolvere nel tempo, spesso attraverso fasi alterne di miglioramento e riacutizzazione:

  • arrossamento persistente del viso, soprattutto su guance e naso
  • teleangectasie, ovvero piccoli vasi sanguigni visibili in superficie
  • papule e pustole, simili a quelle dell’acne, ma senza la presenza di comedoni
  • sensazione di bruciore, calore o tensione cutanea
  • pelle secca e ruvida al tatto
  • nei casi più avanzati, ispessimento della pelle del naso (rinofima), più frequente negli uomini
  • coinvolgimento oculare, con arrossamento, secchezza e irritazione (rosacea oculare)

La diagnosi

La diagnosi di rosacea è generalmente clinica, basata sull’osservazione diretta della pelle da parte del dermatologo. Non esistono esami specifici per confermarla, ma lo specialista valuta l’aspetto delle lesioni, la loro distribuzione sul viso e la storia dei sintomi riferiti dal paziente, escludendo altre condizioni dermatologiche che possono presentarsi in modo simile.

Il trattamento

Non esiste una cura definitiva per la rosacea, ma diverse strategie terapeutiche permettono di tenerla sotto controllo e ridurre la frequenza delle riacutizzazioni:

  • farmaci topici, come metronidazolo o acido azelaico, per contenere l’infiammazione
  • antibiotici orali, nelle forme più marcate o con presenza di papule e pustole
  • terapia laser o luce pulsata, utile per ridurre la visibilità dei vasi sanguigni dilatati
  • prodotti dermocosmetici specifici, formulati per pelli reattive, da abbinare sempre a una protezione solare adeguata
  • nei casi di rinofima avanzato, intervento chirurgico o laser per rimodellare i tessuti del naso

La rosacea è contagiosa?

Una domanda che circola spesso è se la rosacea si possa “prendere” dal contatto con chi ne soffre. La risposta è no: la rosacea non è in alcun modo contagiosa. Non si trasmette attraverso il contatto diretto con la pelle, la condivisione di oggetti personali, asciugamani o cosmetici, né tantomeno per via aerea.

Si tratta infatti di una condizione infiammatoria cronica, legata a una combinazione di fattori genetici, vascolari e immunitari propri di ciascun individuo — non di un’infezione trasmissibile. Anche la presenza dell’acaro Demodex, spesso chiamato in causa nello sviluppo della rosacea, non rende la condizione contagiosa: questo microrganismo è naturalmente presente sulla pelle della maggior parte delle persone, e il suo ruolo riguarda semplicemente una possibile predisposizione individuale, non un meccanismo di trasmissione da persona a persona.

Un dermatologo esperto resta il punto di riferimento migliore per individuare la combinazione di trattamenti più efficace: la rosacea si gestisce, e riconoscerla per tempo permette di evitare che un fastidio estetico diventi un disagio quotidiano.